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Bollettino: Mumbai un anno dopo, la luce dopo il buio
Riccardo Hofmann, Bollettino
Il Bollettino ha pubblicato un articolo sul evento svolto a Milano per inaugurare il nuovo centro Chabad in Via Soderini, 3.
La luce dopo il buio: questo il titolo dell’affollata serata organizzata dai Chabad di Milano, il 30 novembre, per la commemorazione delle vittime dell’attentato al Beit Chabad di Bombay/Mumbai un anno fa. Con l’occasione è stato presentato il nuovo Centro di via Soderini 3, simbolo e risposta di vita e di luce alla violenza e al terrorismo. Era presente rav Shimon Rosemberg, padre della ragazza vittima dell’attentato, che qualche giorno prima, a Bombay, durante le commemorazioni ufficiali, a un giornalista che gli chiedeva se fosse contento della cattura di alcuni terroristi coinvolti nell’attentato, aveva risposto: “Non mi dà niente aver scoperto i terroristi, la vendetta non la cerchiamo, non fa parte del nostro DNA”.
Alla cerimonia sono intervenuti il presidente del Consiglio Comunale di Milano, Manfredi Palmeri e il consigliere Prosperini in rappresentanza della Regione, il presidente della Comunità Leone Soued, il rabbino capo Arbib e il consigliere Ortona, oltre a tutti i più autorevoli rabbanim della comunità Chabad.
Durante la serata è stato proiettato un video sui coniugi Holzberg, barbaramente trucidata insieme ad alcuni ospiti del Centro, che sono
stati ricordati nell’occasione. Particolarmente miracolosa è stata la circostanza del salvataggio del figlio, anche grazie alla prontezza di una
dipendente indiana della giovane coppia.
Questi commoventi episodi sono stati ricordati sia nell’intervento di rav Kalish, presidente del Chabad in India, sia dallo stesso rav Rosemberg, insieme a commenti, riferimenti, parabole e storie personali che hanno preso spunto dalla Torà.
In tutti questi interventi è stata più volte ricordata la volontà di essere “emissari di Pace, Luce e Torà”, da parte dei Chabad che, rifiutandosi di farsi prendere dal facile sentimento dell’ira o dallo sconforto, in dolorose circostanze come quella di Bombay considerano queste come prove a cui è sottoposto l’essere umano e che devono spingere a fare ancora di più, in attesa del Messia. A questo proposito, ricordando il particolare e difficile momento storico attuale, è stato evocato l’avvicinarsi dell’era messianica.
Da punto di vista politico è stato sottolineato il forte impegno del Governo indiano, presente nelle sue più alte cariche alla cerimonia ufficiale di Bombay, per proteggere e sviluppare la millenaria presenza ebraica in India.
Infine il nuovo Centro, animato da Gheula Cannarutto, inteso come luogo di studio, preghiera, ricreativo ed educativo, si propone di offrire servizi e attività agli ebrei di Milano e di passaggio, ma ha anche l’ambizione di rivolgersi ai non ebrei.
Pubblicato lunedì 18 gennaio 2010 alle 17.56.27
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