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Profezia e Santità nel Rambam: l’unicità di Moshe Rabbenu e i limiti della rivelazione

Nel quadro del progetto Perek Echad – Rambam, gli shluchim italiani di Chabad si alternano nel proporre uno studio quotidiano, ordinato e accessibile della Mishneh Torah. Questo percorso permette anche al pubblico italiano di entrare in contatto con la profondità del Rambam, non solo come codificatore della Halakhà, ma come guida nella comprensione della creazione, della fede e della natura dell’uomo.

La lezione qui riassunta completa il SEFER MADA, Yessode Tora CAPITOLO 7.

🎥 Guarda la lezione completa

https://www.youtube.com/watch?v=h1mJtMST8F8

Lezione tenuta da Rav Bekhor


La nevua: un messaggio che si contrae

Gli altri nevi’im non ricevono la parola divina direttamente.

➡️ La rivelazione passa attraverso un malach

Perché?
Perché la luce divina è troppo intensa per essere percepita senza una mediazione.

Questo processo di discesa di livello spiega un elemento centrale:

➡️ I profeti vedono meshalim (parabole), simboli e immagini

Non perché il messaggio sia allegorico, ma perché deve contrarsi per diventare comprensibile.


L’eccezione assoluta: Moshe Rabbenu

La Torah descrive Moshe Rabbenu con espressioni uniche:

“Peh el peh adabber bo” (Bemidbar 12:8)
“Panim el panim diber Hashem el Moshe” (Shemot 33:11)

Moshe Rabbenu:

  • non profetizza tramite malach
  • non necessita di meshalim
  • non riceve enigmi
  • percepisce il messaggio in modo chiaro e diretto

➡️ Visione limpida, senza simboli


Perché solo Mosè può ricevere la Torah

Questa distinzione è strutturale.

➡️ Solo Moshe Rabbenu può portare giù la Torah

Perché la Torah è rivelazione divina non mediata, e nessun altro profeta possiede quel livello di percezione.


Paura e stabilità nella profezia

Quando gli altri nevi’im ricevono la nevua:

  • tremano
  • si spaventano
  • perdono stabilità

Moshe Rabbenu invece:

➡️ rimane stabile, cosciente, presente

Come chi parla con un amico.


Nevua “on demand”

Un’altra differenza decisiva:

Gli altri profeti

  • devono prepararsi
  • isolarsi
  • elevarsi

Moshe Rabbenu ➡️ è sempre pronto

Può ricevere la parola divina quando necessario.

Episodio emblematico: la domanda su Pesach Sheni.
Mosè dice:

➡️ “Imdu ve’eshme’ah mah yetzaveh Hashem”

Segno di un dialogo continuo.


La separazione permanente

Dopo Matan Torah:

  • il popolo ritorna alla normalità
  • anche i profeti tornano alla vita corporea

Moshe no.

➡️ Rimane in stato costante di connessione

Da qui la sua separazione definitiva dalla moglie — condizione unica nella storia.


Il volto raggiante di luce

La Torah racconta che il volto di Moshe emanava karnei or.

Rav Bekhor ricorda il noto errore iconografico:

  • keren = raggio
  • ma può anche significare corno

➡️ Non corna, ma raggi di luce

Simbolo di elevazione spirituale.


Nevua personale e nevua pubblica

Il Rambam distingue:

Nevua personale
Per ampliare saggezza e comprensione.

Nevua per il pubblico
Per guidare e ammonire (esempio: Yonah a Ninveh).


Il miracolo non basta

Un navi può accompagnare la missione con:

➡️ ot o mofet

Ma attenzione:

➡️ Non ogni operatore di miracoli è navi

Esistono illusioni e inganni.


I criteri del Rambam

Un vero navi deve essere:

  • grande in Torah
  • di condotta impeccabile
  • spiritualmente elevato
  • distaccato dalla materialità

Il miracolo è solo:

➡️ rafforzamento, non prova primaria


Quando ascoltare?

Se una persona appare degna, coerente e compie un segno:

➡️ La Torah ordina di ascoltarla

Non si costruiscono sospetti senza motivo.


Il parallelo con i testimoni

Come con due testimoni:

➡️ si accetta la testimonianza salvo prove contrarie

Così con il profeta potenzialmente autentico.


“HaNistarot laHashem Elokenu”

L’uomo giudica ciò che vede.

“HaNistarot laHashem Elokenu” (Devarim 29:28)

Hashem guarda il cuore:

“Ha’adam yir’eh la’einayim, vaHashem yir’eh la’levav” (Shmuel I 16:7)


La profezia nel futuro

I profeti annunciano un’epoca in cui:

➡️ giovani, anziani e bambini profetizzeranno

Non ancora realizzata → riferimento all’era messianica.


Conclusione

Il Rambam presenta la nevua come un sistema preciso, non un’esperienza mistica vaga.

E stabilisce un principio cardine:

➡️ Moshe Rabbenu non è semplicemente “il più grande profeta”
➡️ È una categoria ontologicamente distinta

Da qui deriva l’autorità unica e irripetibile della Torah.

Verso un futuro in cui l’umanità tornerà capace di contenere la luce divina.

Bimheirah beyameinu, im Mashiach. Amen.

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