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Dall'Italia a Gerusalemme: il viaggio di un grande maestro che continua ancora oggi

15 Tammuz: il ricordo di Rav Chayim ben Attar, autore dell'Ohr HaChayim

Ci sono personaggi della storia ebraica che, con il loro cammino, ricordano quanto la Torah abbia sempre attraversato confini, culture e popoli. È il caso di Rav Chayim ben Attar, conosciuto in tutto il mondo ebraico come l'autore dell'Ohr HaChayim.

Il calendario ebraico ricorda oggi, 15 Tammuz, la sua scomparsa, un invito a riscoprire una figura il cui percorso ha toccato anche l'Italia, lasciando un segno in un momento decisivo della sua vita.

Nato in Marocco alla fine del Seicento, Rav Chayim ben Attar fu uno dei più grandi commentatori della Torah.

Il suo commentario, l'Ohr HaChayim, è ancora oggi studiato nelle yeshivot di tutto il mondo. Anche nella tradizione chassidica occupa un posto speciale: il Baal Shem Tov ne parlava con profondo rispetto e ne riconosceva la straordinaria profondità spirituale, tanto che le sue parole continuano a essere lette e meditate da migliaia di persone ogni settimana.

Dopo un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo, soggiornò anche in Italia prima di raggiungere la meta che aveva sempre desiderato: Gerusalemme.

A Livorno trovò una delle comunità ebraiche più vivaci del Mediterraneo, che lo accolse con grande rispetto, sostenne la pubblicazione delle sue opere e contribuì concretamente alla nascita del progetto della yeshivà che avrebbe poi fondato a Gerusalemme. Secondo la tradizione riportata anche da Chabad.org www.chabad.org/Rabbi-Chaim-ibn-Attar, il suo soggiorno italiano comprese anche Venezia, allora uno dei grandi centri della stampa e dello studio ebraico.

Il passaggio di Rav Chayim ben Attar nella nostra penisola non fu un episodio isolato. In quegli stessi secoli l'Italia era una delle grandi capitali dello studio ebraico. A Padova nasceva il Ramchal, destinato a lasciare un segno profondo con il Mesillat Yesharim; a Venezia e Mantova insegnava Rav Moshe Zacuto, tra i maggiori cabbalisti del suo tempo; pochi decenni prima Rav Menachem Azariah da Fano aveva reso l'Italia un punto di riferimento per lo studio della mistica ebraica, mentre il commento alla Torah di Rav Ovadia Sforno, nato a Cesena, continua ancora oggi ad accompagnare generazioni di studenti.

È un aspetto che spesso rimane in secondo piano. Quando si pensa alla storia ebraica si guarda quasi sempre a Gerusalemme, all'Europa orientale o al Nord Africa. Eppure anche le città italiane hanno custodito incontri, studi e percorsi che hanno contribuito alla crescita del mondo ebraico. Conoscerli significa guardare il nostro territorio con occhi diversi: l'Italia, spesso ricordata soprattutto per il suo immenso patrimonio artistico, è stata anche una delle grandi culle dello studio ebraico. Le sue città hanno accolto maestri, stampato libri destinati a tutto il mondo e formato generazioni di studiosi. Una storia che merita di essere conosciuta e raccontata.

Anche oggi le realtà Chabad presenti in Italia continuano, ciascuna con la propria identità e il proprio servizio alla comunità, a mantenere vivo questo spirito: creare luoghi in cui chiunque possa entrare, imparare, fare una domanda, trovare una risposta o semplicemente sentirsi accolto.

Ricordare Rav Chayim ben Attar non significa soltanto guardare al passato. Significa riscoprire una storia che continua ancora oggi, nelle yeshivot, nelle comunità e nelle Chabad House di tutto il mondo, dove la Torah continua a viaggiare, incontrare persone e illuminare nuove generazioni.

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